Editoria scolastica, le proposte dall'Associazione librai

Editoria scolastica, le proposte dall'Associazione librai

L'Ali sottolinea l'urgenza di una riforma per la filiera del libro di testo e formula sei richieste per aiutare famiglie e imprese in difficoltà.

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16 settembre 2022

Nella settimana di inizio della stagione scolastica e in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione nel piemontese in presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, il presidente dell'Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini, torna a farsi sentire per mettere in evidenza le criticità del settore dei libri di testo. “La rete delle librerie e cartolibrerie – ha detto Ambrosini - è oggi messa a rischio dalla bassa marginalità sui libri scolastici riconosciuta dagli editori ai librai. Una contrazione costante negli anni iniziata dopo la denuncia nel 1991 da parte di Aie degli accordi economici con Ali che regolavano il rapporto editore-libreria per i libri di testo”. Secondo Ambrosini le famiglie italiane hanno bisogno di "detrazioni fiscali e maggiori risorse per il disagio economico e sociale"

Secondo i dati di Ali, da allora in trent’anni, le librerie hanno perso il 40% della marginalità passando da un margine del 25% previsto nell’accordo a un valore medio che ora si attesta attorno al 16% e che per la rete commerciale più di prossimità è anche inferiore al 13%. "Di fatto sono fuori mercato - ha proseguito Ambrosini - dato che l’attuale legge consente la vendita di libri di testo con sconto al pubblico fino al 15% del prezzo di copertina”. Come se non bastasse poi, la riduzione di margine è stata solo in minima parte compensata da un miglior servizio alle librerie, e così si opera ancora in assenza di informazioni strutturate sulla disponibilità del prodotto e sui tempi della sua reperibilità.

Un ritorno quindi amaro per gli studenti, che si trovano ad iniziare l'anno scolastico senza la maggior parte dei libri di testo, per colpa dei ritardi della distribuzione scolastica.  La distribuzione intermedia dei libri registra un blocco limitato nel periodo estivo, mentre nel caso dei libri di testo le attività distributive vengono sospese per circa tre settimane con pesanti ricadute sul servizio in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico.

Per l’83,5% delle librerie che trattano libri scolastici, lo slittamento delle adozioni scolastiche da parte delle scuole ha ulteriormente penalizzato l’organizzazione del lavoro estivo nelle librerie. Questo accade ancora in un anno nel quale tutti gli editori lamentano difficoltà nella produzione per colpa del caro carta e la difficoltà del suo reperimento, e dopo una chiusura di campagna scolastica nel 2021 fortemente segnata da ritardi distributivi tanto da impegnare il ministro alla Cultura, Dario Franceschini, in un question time alla Camera.

Il rapporto commerciale – ha osservato Ali  oltre ad essersi deteriorato per la riduzione di marginalità, ha tolto al libraio alcune leve competitive rispetto ai nuovi canali di commercializzazione, che spesso usano il libro come “articolo civetta” offrendolo però solo per un periodo limitato e potendo così rinunciare alla totalità del margine in cambio della vendita di altri beni e servizi (cross merceologico)”.

E se tutto questo già non fosse sufficiente per determinare una situazione di grande difficoltà c’è anche il tema della concentrazione per quel che riguarda la produzione editoriale con 4 gruppi editoriali che oggi controllano circa l’80% del mercato. “Un fatto – ha detto Ambrosini - che  determina una riduzione della competitività all’interno della filiera e espone maggiormente gli operatori commerciali librai, e non solo, a politiche commerciali imposte”.

La riduzione della marginalità e il ritardo nell’adeguamento del servizio distributivo, oltre alla forte
concorrenza sul prezzo di fatto “avallata” dagli editori, ha nel tempo determinato una rarefazione
della rete commerciale
. Come risulta dal nostro Osservatorio sulle librerie circa il 28,8% di quante
fanno scolastica se dovesse rinunciare alla scolastica dovrebbe chiudere, mentre il 21,3% dovrebbe intervenire su struttura e organizzazione.

Le proposte di Ali

Sono sei le richieste che l’Associazione dei Librai Italiani ha messo nero su bianco per aiutare le librerie che fanno fatica a sopravvivere e per denunciare l’urgenza di una riforma dell’editoria scolastica.

Le proposte avanzate sono le seguenti:

  1. No al blocco estivo della distribuzione;
  2. aggio minimo del 25% per i libri scolastici di adozione per le nostre aziende;
  3. più investimenti degli editori per una distribuzione al passo con le esigenze del nuovo millennio, per un effettivo e migliore servizio per studenti, scuole e imprese;
  4. contenuti digitali come parte integrante dei libri cartacei e utilizzabili senza limiti come avviene per il testo;
  5. servizi distributivi: maggiore celerità nelle consegne e un'unica piattaforma per gli ordini con la disponibilità del prodotto visibile online;
  6. sconto massimo del 5% al consumatore con maggiori risorse per il diritto allo studio e detrazione fiscale per tutti (come per le spese mediche).

L'Associazione ha anche pubblicato, sui propri canali social, i video di alcuni librai che raccontano i tanti problemi riscontrati dalla filiera editoriale.

Secondo Ambrosini, "i tempi ormai siano maturi per intervenire: da oltre un anno abbiamo presentato queste richieste alle commissioni Cultura di Camera e Senato, ora è arrivato il momento di renderle note alla stampa e ai consumatori. Proprio perché con il suo intervento relativo alle adozioni dei libri e ai prezzi determina di fatto il valore del mercato dell'editoria scolastica, lo Stato adesso non può più girarsi dall'altra parte".

 

Caro scuola, Feedrcartolai non ci sta 

Con l'inizio della stagione scolastica alle porte, è tornata anche la campagna mediatica del "caro scuola" con i consigli ai consumatori su come risparmiare sugli acquisti. Tra i suggerimenti di giornali e tv il più gettonato è quello di rivolgersi, per comprare tutto il corredo scolastico, ai grandi magazzini, dimenticandosi dei tanti negozi di vicinato che lavorano da anni nel settore con professionalità e competenza. 

A denunciare l'accaduto è stata Federcartolai, la Federazione nazionale cartolai aderente a Confcommercio, che ha commentato: "restiamo sbalorditi. Sono all’attenzione di tutti le conseguenze del Covid, prima, e della guerra Russia-Ucraina, poi: i costi sono aumenti (per imprese e cittadini) sia sul fronte delle forniture di gas e di luce sia, al contempo, per le materie prime che come plastica (+8-10%), carta e cellulosa (+12%), mentre più stabili restano i prezzi relativi a colori, matite (+2%), e ciò nonostante, rispetto al mondo della produzione che ha aumentato i listini prezzi, stiamo facendo letteralmente di tutto per andare incontro alla crisi dilagante e alle difficoltà di tutte le famiglie applicando prezzi scontati tutto l’anno, che ormai da tempo non subiscono aumenti".

Federcartolai, insieme ad Ali Confcommercio e Adiconsum, da anni lottano anche "affinché
le nostre famiglie
- ha spiegato il presidente Medardo Montaguti - siano sostenute nell'impegno educativo dei loro figli con forme di detrazione fiscale per le spese scolastiche al pari delle spese mediche o per la palestra". 

Per quanto riguarda, invece, le politiche di prezzo, la Federazione, grazie al consolidato accordo con il Miur, riserva, per tutti gli studenti possessori della Carta dello Studente, uno sconto generico del 10% su tutti i prodotti di cancelleria (eccetto libri di testo) che va oltre alle percentuali di ricarico che ogni anno vengono pubblicate.

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