Da ottobre il prezzo dell'elettricità è cresciuto del 59%

Da ottobre il prezzo dell'elettricità è cresciuto del 59%

La spesa è salita a 1.322 euro annui per una "famiglia tipo". L'Autorità per l'energia:  "Con un intervento straordinario, abbiamo impedito un aumento del 100% legato al balzo del gas". Confcommercio: "Fardello sempre più pesante per le imprese".

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4 novembre 2022

Alla fine è arrivato l'atteso annuncio dell'Arera sulle nuove tariffe per il prezzo dell’elettricità sul mercato tutelato. "Con un intervento straordinario, ritenuto necessario per le condizioni di eccezionale gravità della situazione, l'Arera limita l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica per le famiglie ancora in tutela e, pur rimanendo su livelli molto alti, evita il raddoppio".

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"L'intervento eccezionale dell'Autorità per il quarto trimestre del 2022 - prosegue la nota - che si somma agli interventi del Governo, pur non essendo in grado di limitare gli aumenti, ha ridotto al +59% l'aumento del prezzo di riferimento dell'energia elettrica per la famiglia tipo in tutela". 

Il metodo sarà in vigore fino al termine della tutela gas per i clienti domestici, previsto per gennaio 2023, termine sul quale l'Autorità oggi stesso, ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento ribadendo la richiesta che la scadenza venga posticipata. Nella stessa segnalazione, viste le criticità del momento, l'Autorità anche per l'elettricità chiede di posticipare la fine della tutela elettrica per le microimprese (prevista per il prossimo primo gennaio) e di conseguenza anche quella per i clienti domestici.

"L'eccezionalità della situazione, con un conflitto che rende incerte le forniture e continua a spingere in alto i prezzi - ha detto il presidente di ARERA, Stefano Besseghini - ha meritato un intervento altrettanto eccezionale, anche considerando che il Parlamento e il Governo sono impegnati in una fase di transizione. Un raddoppio delle bollette avrebbe potuto spingere all'aumento della morosità, mettendo ulteriormente in difficoltà le famiglie e il sistema energetico".

Arera, come previsto sempre dal decreto 'Aiuti Bis', ha confermato anche il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas che, per il quarto trimestre consecutivo, che "consentiranno alle famiglie ammesse a questo strumento di protezione di compensare in misura significativa gli effetti degli aumenti, anche grazie al contenimento dell'aumento nel settore elettrico reso  possibile dall'intervento straordinario deciso dall'Autorità".

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"Come previsto - sottolinea l'Autorità - sono confermate beneficiare di tali bonus sociali le famiglie con un livello di Isee fino a 12.000 euro (soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie numerose). I bonus sono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto, a condizione che abbiano un Isee valido ed entro la soglia indicata, nell'anno 2022". 

Confcommercio: "Fardello sempre più pesante per le imprese"

"A partire da oggi, la bolletta dell’energia elettrica peserà ancora di più sui conti delle imprese del terziario. E’ quanto emerge dal consueto aggiornamento trimestrale delle tariffe in tutela dell’Autorità di regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), secondo il quale è previsto, per il quarto trimestre 2022, un notevole incremento del costo dell’energia elettrica per i consumatori, pari al 59%. I nuovi rincari dell’energia elettrica sono, dunque, l’ennesimo fardello che grava sui conti delle imprese e, in una situazione oggettivamente straordinaria con un conflitto in atto e una volatilità dei prezzi mai registrata in precedenza sui mercati energetici, quest’ulteriore aumento dei costi delle forniture di energia dimostra, ancora una volta, che occorre fare di più". Questo il commento di Confcommercio sull’aggiornamento dei prezzi delle forniture di energia elettrica comunicato da ARERA.

"I recenti provvedimenti adottati dal Governo in materia energetica – prosegue la nota - hanno tamponato l’emergenza in atto, ma non sono ancora sufficienti a mitigare adeguatamente gli aumenti di energia elettrica e gas naturale. Bene gli interventi in materia di crediti d’imposta, ma occorre uno sforzo maggiore se si vogliono proteggere le imprese dal caro-energia. L’ultimo decreto energia, infatti, contiene misure utili per fronteggiare l'emergenza energetica, ma quest’ultime vanno rafforzate, potenziando i crediti d'imposta per i “non energivori” affinchè riguardino compiutamente terzo e quarto trimestre. Sul tema andrebbe poi previsto un maggior ristoro per bollette con incrementi dei costi dei consumi elettrici per kWh superiori al 100%.

"Quanto al sostegno alla liquidità delle imprese - conclude la nota – un ulteriore aumento dell’intensità delle coperture del Fondo di garanzia PMI fino al 90% consentito dal Temporary framework, l’allungamento della durata dei prestiti garantiti ed il rinnovo delle moratorie sono ulteriori misure da mettere in campo per fronteggiare le conseguenze del caro energia a carico delle imprese. Così come vanno riproposte le misure emergenziali della fase pandemica in materia di riduzione del capitale sociale e di sospensione temporanea degli ammortamenti e vanno individuate soluzioni che consentano, in deroga temporanea ai principi contabili, un ammortamento pluriennale dei costi energetici".

Fipe al governo: interventi decisi o i ristoranti chiudono”

''Sui prezzi dell'energia anche la speculazione sta uccidendo le nostre imprese. Per il terzo mese consecutivo diversi nostri imprenditori si sono visti recapitare bollette fino a cinque volte più alte rispetto a un anno fa e tutto questo senza che si veda all'orizzonte una risposta forte, di sistema, da parte della politica. Senza un intervento deciso i nostri locali saranno costretti a chiudere i battenti già nel mese di novembre e limitare le aperture nei fine settimana, a Natale, Pasqua e nei periodi di picco. Sempre che esistano ancora''. Il vicepresidente di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano, non nasconde amarezza e preoccupazione nel commentare l'ennesimo tentativo da parte della Federazione di sensibilizzare la politica circa le difficoltà di un settore che conta 300mila imprese e circa un milione di lavoratori. Un settore che è rimasto in piedi fino ad oggi solo grazie alla resistenza di migliaia di imprenditori coraggiosi sostenuta dall'onda lunga dell'estate e dalla voglia di socialità scoppiata dopo due anni di lockdown e restrizioni da Covid-19. Ma che oggi è al collasso, tanto da costringere il presidente della Federazione a prendere carta e penna e lanciare un  appello trasversale alla premier in pectore, Giorgia Meloni, e ai vertici di tutti i principali partiti.

''I mesi invernali stanno per travolgere famiglie e imprese, con bollette moltiplicate fino a cinque  volte rispetto all'anno precedente, con  la conseguenza che il devastante effetto dei lunghi lockdown pandemici rischia di essere solo l'amaro antipasto delle conseguenze che gli  esplosivi costi energetici avranno sulla sostenibilità economica delle imprese. Come primo provvedimento di questa legislatura  - scrive il presidente Lino Enrico Stoppani nella sua lettera - chiediamo il rafforzamento e prolungamento del cosiddetto credito d'imposta energetico introdotto con il Decreto Aiuti-Ter''.

''Siamo vittime anche della speculazione che si fa scudo delle tensioni geopolitiche - sottolinea Cursano - e le nostre attività si stanno snaturando. Le pasticcerie, ad esempio, hanno già rinunciato ai laboratori interni, preferendo i grandi centri di fornitura che costano meno in termini energetici. Questo significa appiattire la qualità pur di sopravvivere. Il prossimo passo sarà quello di aprire solo quando c'è domanda sufficiente almeno a coprire i costi, con evidenti ricadute negative sui livelli di servizio e sulla sicurezza delle nostre città''.

Federalberghi: “in bassa stagione molti alberghi costretti a chiudere”

"Per noi le bollette sono aumentate di sei volte rispetto al 2019: oggi gli albergatori devono scegliere se pagare le bollette o gli stipendi ai lavoratori perché i ricavi che faranno gli alberghi in bassa stagione non sono sufficienti a pagare i costi energetici". Lo ha detto il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, intervenendo al “Made in Italy summit” organizzato dal Sole 24 Ore e Financial Times in streaming. "È una scelta molto critica per cui gli alberghi sono costretti ad andare dalle banche per chiedere finanziamenti e sappiamo tutti come i tassi non sono più quelli di una volta. Questo porterà alla chiusura di tanti alberghi che non ce la faranno più a stare in piedi per riaprire nell'alta stagione del 2023". "La liquidità estiva - ha aggiunto - è servita a pagare i costi dei due anni precedenti, le rate dei mutui e le tasse che sono corse anche con gli alberghi chiusi".

Risparmio energetico: da Federazione Moda Italia un decalogo di buone prassi

Un decalogo di buone prassi per favorire il risparmio energetico e contrastare gli sprechi nei negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, accessori, pelletterie e articoli sportivi. Lo propone Federazione Moda Italia, ricordando nel contempo l’iniziativa Imprendigreen di Confcommercio per qualificare le imprese ambientalmente virtuose attraverso l’assegnazione di un marchio di sostenibilità, promuove

Per il presidente Giulio Felloni “non si deve rinunciare a fare impresa e allo shopping, ma fare scelte consapevoli nel rispetto delle regole e della sostenibilità. In questo momento così complicato a livello internazionale ed economico sarebbe davvero un disastro anche per le città, oltre che per il commercio, vedere spegnersi definitivamente ulteriori luci, quelle dei negozi che non riescono più a far fronte all’incremento dei costi aziendali e all’insopportabile crescita delle bollette. Per questo, in linea con Confcommercio, chiediamo al Governo più innovazione, più semplificazione e nuove risorse finanziarie che ci permettano di affrontare da subito e in maniera coesa un mercato sempre più complicato, con l’obiettivo di salvaguardare l’esistenza delle piccole e medie imprese e di decine di migliaia di posti di lavoro”.

IL DECALOGO

  1. effettuare un controllo tecnico del punto vendita per l’individuazione di eventuali sprechi e l’ottimizzazione del consumo energetico nella propria attività;
  2. regolare la temperatura all’interno dell’attività commerciale (riscaldamento - raffrescamento) con l’obiettivo di mantenere un ambiente confortevole per il personale e la clientela e di contenere al contempo i consumi;
  3. interrompere, ove possibile, la funzione di riciclo dell’aria nelle ore notturne;
  4. evitare dispersioni termiche;
  5. utilizzare luci a led ad alto risparmio energetico;
  6. ridurre l’intensità luminosa in ambienti poco frequentati del punto vendita;
  7. spegnere le insegne luminose nelle ore in cui non sono strettamente necessarie e lasciare anche solo una ‘luce di cortesia’ alla chiusura dell’attività commerciale;
  8. spegnere all’orario di chiusura dell’attività commerciale le spie delle apparecchiature non necessarie;
  9. utilizzare in modo efficiente eventuali elettrodomestici;
  10. razionalizzare l’organizzazione del lavoro al di fuori degli orari di apertura al pubblico (pulizie, gestione delle forniture, incontri con agenti e rappresentanti, eccetera) al fine di ridurre i consumi energetici.

Abiconf: “allarme conti in condominio”

“I condomini andranno in bolletta ed i condòmini ko. L’aumento dei costi energetici di oltre il doppio rispetto all’anno precedente sarà insopportabile e creerà un irreversibile default del sistema condominio”. Così Andrea Tolomelli, presidente di Abiconf, l’Associazione Amministratori Beni Immobili che aderisce a Confcommercio Professioni. Secondo le stime dell’Associazione rese note nel corso di un recente convegno organizzato a Bologna, una famiglia si troverà a pagare in media oltre 5mila euro di spese per il riscaldamento contro 2mila euro. E questo solo per il riscaldamento, senza considerare i rincari per l’energia elettrica e in generale per tutti i servizi e le manutenzioni. È per questo che “occorre un immediato intervento del Governo per salvare le famiglie dalla bancarotta”.

Per rendere la situazione meno complicata, Abiconf  propone un piano energetico nazionale per i condomini con il coinvolgimento di tutte le
società energetiche in un progetto comune. I punti principali sono:

  • rateizzazione del maggior costo annuo previsto su base quinquennale. I maggiori oneri potranno così attestarsi nell’immediato su una percentuale di salvaguardia del 20% annuale;
  • blocco della possibilità di chiusura delle forniture di gas e luce per morosità (per almeno i prossimi dodici mesi);
  • impignorabilità dei conti correnti condominiali e contestuale riattivazione di tutti i meccanismi di cessione del credito fiscale, sblocco dei cantieri del 110% e sburocratizzazione di tutti gli interventi di efficientemente energetico.

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