Conferenza stampa del tavolo Excel: "I costi nella grande distribuzione"

Conferenza stampa del tavolo Excel: "I costi nella grande distribuzione"

La «fotografia» del settore distributivo

Difficoltà operative e oneri per la Gdo

L'incertezza derivante dall'eccessivo protrarsi del procedimento istruttorio avviato nel giugno 2000 da Banca d'Italia sulla legittimità della tariffazione del servizio Pagobancomat, sta danneggiando le imprese commerciali, specialmente della grande distribuzione organizzata, sia in termini operativi che economici.

L'iniziativa istruttoria, che si sarebbe dovuta concludere entro il dicembre 2000, è finalizzata a verificare:

  • l'effettiva determinazione dell'ammontare della commissione interbancaria in base ai costi realmente sostenuti dalle banche per l'erogazione del servizio;
  • le motivazioni che hanno indotto il sistema bancario alla scelta di una commissione percentuale in luogo di una fissa;
  • l’esistenza di commissioni interbancarie definite dalle banche con accordi bilaterali o multilaterali a livello più basso di quelle fissate dall’Associazione Bancaria Italiana e dalla Convenzione Gestione Bancomat.

L'attuale situazione sta consentendo alle banche di reiterare comportamenti anticoncorrenziali, continuando a richiedere agli esercenti della GDO commissioni pari o superiori allo 0,53%, attuando in molti casi tale pretesa o avendo già comunicato l’intenzione di farlo a conclusione del procedimento.

Considerato che con la ormai imminente doppia circolazione di banconote e monete in lire ed euro, l’incremento delle transazioni mediante supporti magnetici (Bancomat e carte di credito) può rappresentare uno strumento fondamentale per un più agevole superamento della c.d. fase di transizione alla moneta unica, l'attuale situazione è particolarmente grave.

Non va inoltre trascurato che, in previsione del periodo di doppia circolazione di monete e banconote in euro e lire, si rende necessaria per le imprese della distribuzione, la predisposizione di piani di comunicazione, di organizzazione ed incentivazione dell’utilizzo delle carte di pagamento, per superare le difficoltà operative connesse alla doppia circolazione di monete e banconote. Ciò richiede però condizioni di “certezza” sul regime tariffario e sulla sua incidenza su ogni pagamento con Pagobancomat.

La commissione interbancaria è stata fissata allo 0,53% a prescindere dai reali costi bancari del servizio: essa è infatti stabilita quasi al livello massimo del 1995 (0,6%) malgrado l’evoluzione tecnologica e gli aumenti del numero di operazioni (da 123 milioni nel ’97 a 317 nel 2000) e dei volumi transatti (da 18.000 a 44.000 miliardi nello stesso periodo) che hanno abbattuto i costi.

Non si è inoltre tenuto conto di oltre il 50% dei costi dei quali si fa carico la GDO, con proprie strumentazioni e spese. Non si ha poi notizia di accordi bancari volti a determinare a livello inferiore la commissione interbancaria, la quale è stata intesa dalle banche non come massima costituendo pertanto il punto di riferimento di politiche di prezzo del servizio a livello uguale o superiore a 0,53%.

Perciò le associazioni che si richiamano al progetto Excel, mentre auspicano, nelle forme possibili, un maggior ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, metteranno in atto misure di sensibilizzazione volte a favorire la rimozione degli ostacoli alla concorrenza e realizzare un mercato più libero, come:

  • ipotesi di forme esplicite di protesta riguardo all'utilizzo delle carte, informando e curando che i consumatori ne abbiano il minor disagio possibile;
  • verifica di fattibilità e sperimentazione dell'indirizzamento selettivo delle operazioni di autorizzazione direttamente ai centri servizi delle banche emittenti per superare l'attuale sistema.

Le tappe del procedimento Banca d'Italia

8 ottobre 1998

Banca d’Italia concede l’autorizzazione in deroga ad un’intesa fra le banche italiane (Decisione 23/98) riguardante il sistema di pagamento Pagobancomat, la quale presenta aspetti restrittivi della concorrenza, specialmente perché, tra l’altro, prevede una commissione interbancaria corrisposta dalla banca dell’esercente alla banca emittente la carta su ogni operazione di pagamento elettronico e suscettibile di essere riversata per intero sull’esercente, come generalmente avviene. E’ inoltre prevista la clausola “NDR”, consistente nell’obbligo, a carico degli esercenti, di non discriminazione fra i pagamenti effettuati con Pagobancomat e quelli con altri mezzi, segnatamente con contanti.

La predetta autorizzazione è subordinata a diverse condizioni, tra le quali:

  • che la Commissione interbancaria sia rigorosamente parametrata ai costi ed abbia valore massimo, sicché le banche siano libere di stabilire importi più bassi con accordi bilaterali o plurilaterali;
  • che entro aprile del 2000 vengano unificate le differenti commissioni iniziali rispettivamente stabilite per la grande distribuzione e i distributori di carburante (0,2%) e gli altri esercenti (0,6%);

20 marzo 2000

Co.Ge.Ban. unifica la Commissione interbancaria allo 0,53% per tutte le categorie di esercenti e lo comunica alle banche.

2 giugno 2000

Banca d'Italia, anche per effetto della denuncia da parte di associazioni di esercenti, poi intervenute nel procedimento, di comportamenti lesivi della concorrenza, apre una nuova istruttoria nei confronti di ABI e CO.GE.BAN (Provv.98/A), diretta a verificare il rispetto da parte delle banche delle condizioni cui la stessa Banca Centrale aveva subordinato la concessione dell’autorizzazione in deroga del ’98, perciò la persistenza dei suoi presupposti e/o il verificarsi di diverse e più gravi violazioni della concorrenza. Il procedimento istruttorio, oltre a Pagobancomat, ha per oggetto anche altri servizi bancari (procedura ricevute bancarie RIBA, rapporti interbancari diretti RID, Bancomat).

18 luglio 2000

Le organizzazioni del tavolo Excel richiedono l'accesso agli atti del procedimento e di poter intervenire nell'ambito dello stesso.

18 ottobre 2000

Banca d'Italia, superando la richiesta di riservatezza avanzate dall'Associazione Bancaria Italiana, autorizza l'accesso agli atti.

30 novembre 2000

Banca d'Italia (Provv.127/A) sposta al 20.04.01 il termine di conclusione del procedimento (che si sarebbe dovuto chiudere nel dicembre 2000) in considerazione della documentazione aggiuntiva inviata da Abi e Co.ge.Ban. e delle richieste di intervento nel procedimento, di accesso agli atti e di audizione avanzate ai sensi dell’art.7 del d.p.r. n.217/98 dalle associazioni di imprese della grande distribuzione;

30 gennaio 2001

Faid, Federcom, ANCC-Coop, ANCD-Conad inviano una memoria a Banca d’Italia;

14 marzo 2001

Banca d’Italia decide una ulteriore proroga per la chiusura del procedimento ABI-CO.GE.BAN. almeno al 31.10.2001.

Procedimenti relativi alle carte di credito

6 maggio 1999

La Commissione europea, ha avviato il procedimento nei confronti di Visa International con la formalizzazione degli addebiti del 6 maggio ’99, integrata il 29 settembre 2000, al fine di verificare l’oggetto e gli effetti restrittivi e lesivi della concorrenza specialmente della Multilateral interchange fee (Commissione interbancaria), stabilita dalle banche del circuito in modo indipendente dai costi del servizio effettivamente reso e riversata sull’esercente: uno schema non dissimile da Pagobancomat.

14 dicembre 2000

Le organizzazioni di Excel inviano una apposita memoria volta a contestare le clausole restrittive della concorrenza.

7 febbraio 2001

Banca d’Italia dispone l’avvio di un’istruttoria ai sensi degli artt.2 e 14 della legge 287/90 nei confronti dei principali emittenti nazionali di carte di credito (Servizi Interbancari Spa, Deutsche Bank Spa, Banca Nazionale del Lavoro Spa, Findomestic Banca Spa, CARIPLO). Il termine di scadenza del procedimento è fissato al 31 gennaio 2002. Analogo procedimento è pendente anche davanti all'Autorità Nazionale Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha già audito le Associazioni del progetto Excel per indagare l’omogeneità o meno delle commissioni praticate dalle banche degli esercenti.

5 maggio 2001

Vengono esposte dalle Associazioni Excel al prof. Mario Monti, commissario europeo per la concorrenza, ulteriori ragioni per l’abolizione della MIF ed i gravi oneri che da tale sistema ingiustificatamente derivano al commercio al dettaglio.

La decisione è attesa a breve, ma è già altamente positivo l’orientamento manifestato pubblicamente dalla Commissione di voler dichiarare la MIF contraria alla concorrenza e perciò illecita.

La imminente introduzione dell'euro

La GDO avrà un ruolo strategico nel sostegno e nell'informazione del cittadino-consumatore.

Lo dimostra anche l’interesse della Banca Centrale Europea che si è attivata nei confronti della GDO per individuare iniziative comuni di sensibilizzazione dei consumatori.

Infatti, il sistema bancario e quello della distribuzione saranno i due principali veicoli non solo di informazione, ma anche di vera e propria operatività per diffondere l’euro e ritirare la lira.

Tutte le aziende della GDO stanno investendo risorse significative per tale operazione e già da parecchio tempo si stanno preparando alla migrazione all’euro.

Si è già proceduto alla revisione delle procedure interne ed alla conseguente modifica dei Sistemi informativi.

Entro la fine dell’anno si dovrà inoltre procedere all'adeguamento delle apparecchiature all'interno dei punti di vendita:

  • registratori di cassa;
  • lettori POS;
  • bilance elettroniche;
  • etichettatrici;
  • blocca carrelli.

Nel periodo di dual-currency l'impatto sui costi sarà rilevantissimo:

  • si dovranno dotare le casse di una liquidità pari a circa 18 volte la normale giacenza;
  • poiché si prevede che le cassiere impiegheranno molto più tempo a digitare la spesa (tra informazioni da dare a tutti i clienti e il naturale rallentamento nel dare il resto), le code si allungheranno e il surplus di lavoro è stimato sul 60%. Ciò indurrà a rafforzare i turni del personale addetto alle barriere casse (nel periodo di doppia circolazione si possono avere ben 9 differenti combinazioni di pagamento ed euro lira/euro).

Per non parlare dei problemi attinenti il cambio delle etichette sugli scaffali e del cambio delle etichette sui prodotti a peso variabile:

  • in un primo momento, per invertire la grandezza dei caratteri (1/1/2002);
  • successivamente, per eliminare i prezzi in lire.

Infine, vanno sottolineati i costi di:

  • Vendita dei Kit per i consumatori (mini-kit);
  • Formazione (sono già in atto corsi di formazione del personale, soprattutto del front-line/cassiere e personale dei p.v.);
  • Pubblicità. È indispensabile rassicurare la clientela sulla corretta conversione dei prezzi da lire ad euro e ridurre il senso di smarrimento del consumatore.

In Francia la G.D. stima il 2001 "un anno in bianco", cioè con costi di adeguamento pari ad 1 anno di profitti. In Italia gli investimenti sono previsti in una cifra compresa tra l’1% e il 2% del fatturato.

A tutto questo rischiano di aggiungersi gravosi oneri legati alla situazione oggi denunciata in materia di moneta elettronica.

L’introduzione dell’euro potrebbe rappresentare, invece, una grande opportunità per la diffusione della moneta elettronica nell'interesse di tutti i soggetti coinvolti.

Il passaggio da "strumento di pagamento carta", a "sistema di pagamento carta", non può che avvenire solo quando le condizioni di offerta contempereranno gli interessi di tutti gli attori interessati. Comodità e sicurezza per i consumatori, migliore gestione operativa degli incassi e sicurezza per i commercianti, ampliamento dei volumi dei servizi erogati per le banche, costituiscono i fattori critici di successo per gli operatori coinvolti. Tutto ciò trova fondamentale elemento di equilibrio in un adeguato fattore prezzo.

Altrimenti il passaggio all'euro rischia di rappresentare solamente elemento di sfruttamento di una fase "congiunturale", senza costituire il presupposto per una vera e propria evoluzione "strutturale" che porti a sistema i pagamenti elettronici in Italia, come del resto già avviene in altri Paesi evoluti.

Del resto, lo sviluppo di condizioni di efficienza ed efficacia della moneta elettronica è elemento particolarmente significativo per lo sviluppo di condizioni di efficienza ed efficacia nei nuovi scenari di mercato dell'era dell'euro.

***

Giro d'affari nella grande distribuzione al dettaglio (1999)

Canale distributivo Giro d'affari (Mld. Lire) % sul totale
Supermercati 76.955,6 63,8
Grandi magazzini 10.857,6 9,0
Ipermercati 32.834,3 27,2
Totale 120.647,5 100,0
Fonte: Faid

Quote di mercato nei prodotti di largo consumo (2000)

Coop Italia 17,3%
Carrefour-Gs -Finiper 14,1%
Conad 9,6%
Intermedia 9,6%
Auchan-Rinascente 9,0%
Esselunga 7,7%
Interdis 6,7%
Selex 5,2%
Mecades 4,0%
Mdo 3,4%
Sirio 2,9%
Crai 2,0%
Fonte: Information Resources

Consistenza della rete distributiva al dettaglio in sede fissa (2000)

  Non specializ. preval. alimentare Non specializzati prevalenza non alimentare Alimentari e bevande Abbigl., tessile e calzature Mobili, casalinghi, illuminazione Elettrod. radio-TV dischi strum. musicali Altri esercizi non alimentari Non classificato TOTALE
Nord-Ovest 17.056 1.594 25.582 36.756 10.382 5.056 41.729 1.573 139.728
Nord-Est 11.852 1.182 17.318 28.896 7.180 3.575 31.599 899 102.501
Centro 13.352 2.117 21.282 29.605 8.631 4.420 36.137 2.823 118.367
Sud-Isole 32.871 2.499 56.615 59.245 19.349 10.055 72.398 2.133 255.165
Italia 75.131 7.392 120.797 154.502 45.542 23.106 181.863 7.428 615.761
Fonte: elaborazioni Centro Studi Confcommercio su dati Minindustria

La grande distribuzione nel 2000

  Supermercati Iper Grandi Magazzini
  Num. Mq. Addetti Num. Mq. Addetti Num. Mq. Addetti
Nord-Ovest 1.645 1.546.264 36.414 135 831.045 23.888 257 616.658 8.362
Nord-Est 1.690 1.462.838 29.974 59 377.412 10.579 174 401.661 5.130
Centro 1.258 1.089.898 27.879 69 322.054 9.730 272 435.447 5.833
Sud-Isole 1.613 1.230.557 20.240 42 263.751 7.981 281 38.979 5.377
Italia 6.206 5.329.557 114.507 305 1.794.262 52.178 984 1.492.745 24.702
Fonte: elaborazioni Centro Studi Confcommercio su dati Minindustria

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