Barbieri: "Riconoscere i contratti comparativamente più rappresentativi"

Barbieri: "Riconoscere i contratti comparativamente più rappresentativi"

Villa Miani a Roma ha ospitato la seconda edizione del Global Welfare Summit,  appuntamento dedicato all'evoluzione del welfare. Il segretario generale di Confcommercio: "Per il riconoscimento di questi contratti servirà una legge, degli accordi interconfederali o altri elementi".

DateFormat

23 ottobre 2025

Villa Miani a Roma ha ospitato la seconda edizione del Global Welfare Summit, il principale appuntamento italiano dedicato all'evoluzione del welfare. Un luogo di confronto tra istituzioni, imprese, esperti e rappresentanti del terzo settore, chiamati a discutere le nuove sfide del benessere sociale, della sostenibilità e dell’inclusione in un mondo del lavoro in continua trasformazione. L'edizione 2025 del Summit ha introdotto per la prima volta una sezione dedicata alle eccellenze contrattuali e territoriali, con l'obiettivo di valorizzare quei modelli collettivi che, a livello nazionale e locale, hanno saputo ampliare le tutele, sperimentare nuove soluzioni e generare ricadute concrete sui lavoratori e sulle comunità di riferimento.

Secondo il segretario generale di Confcommercio, Marco Barbieri, "I contratti comparativamente più rappresentativi devono essere inevitabilmente riconosciuti come contratti di valore nei confronti delle imprese, dei lavoratori e del sistema Paese. Un maggior potere d'acquisto da parte dei lavoratori significa permettere il rilancio e la valorizzazione dei consumi interni, contrastando di conseguenza quei contratti che non trattano adeguatamente la busta paga dei lavoratori. Per il riconoscimento di questi contratti servirà una legge, degli accordi interconfederali o altri elementi''. "Riteniamo fondamentale che la legge finanziaria rivolga la detassazione anche ai contratti del terziario, dei pubblici esercizi e del turismo, rinnovati nel 2024, perché così com'è, comporterebbe un danno molto grave'', ha concluso Barbieri.

La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha sottolineato che "in Italia la copertura dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente,  più rappresentative raggiunge circa il 90-95%. È per questo motivo che, come abbiamo più volte ribadito, riteniamo non necessario introdurre un salario minimo legale: esiste già una rete contrattuale ampia ed efficace. La priorità, piuttosto, è riportare all'interno di questa copertura le categorie che oggi ne restano escluse, rafforzando così il ruolo della contrattazione collettiva". ''Rimettere al centro la cultura della contrattazione - ha proseguito Fumarola - significa riconoscere pienamente il valore dei corpi intermedi e delle organizzazioni sindacali e professionali. In questa direzione, è fondamentale proseguire il lavoro avviato dal Cnel, volto alla riorganizzazione dei contratti e, soprattutto, alla loro valutazione nel merito. Dei circa mille contratti depositati, solo 250 possono essere considerati di qualità, sottoscritti da soggetti realmente rappresentativi. Il resto rappresenta una forma di dumping contrattuale che danneggia sia i lavoratori che le imprese".

Nel suo intervento, Elisa Loberti, project specialist Welfare Cfmt ha ricordato che ''il 12 aprile 2023 è stato siglato il rinnovo del contratto collettivo nazionale che prevede, per il 2024 ed il 2025, un contributo Welfare obbligatorio per ogni dirigente, da destinare alla piattaforma Welfare Cfmt. L'accordo Manageritalia-Confcommercio del 16 giugno 2021 e del 21 giugno ha determinato, per contratto, la possibilità per tutti i dirigenti di fruire di un WELFARE contrattuale volto a soddisfare il benessere del dirigente e della sua famiglia''.''Cfmt ha interpretato il volere dei soci, ossia quello di supportare non solo il dirigente in quanto professionista, ma di essere a fianco alla persona, in un percorso di crescita continua, dentro e fuori dall'azienda. Da qui è nato l'Osservatorio Welfare di Cfmt, con la finalità di censire le iniziative di welfare messe in atto dalle principali aziende del terziario - spiega Loberti - l'Osservatorio offre alle aziende un'opportunità per approfondire il proprio modello di welfare, comprendere il posizionamento rispetto al settore e ricevere indicazioni utili per il suo sviluppo''. L'osservatorio Italian welfare ha conferito i riconoscimenti alle realtà che si sono distinte per la capacità di sviluppare iniziative innovative e inclusive, valorizzando esperienze contrattuali, territoriali e aziendali in grado di generare valore sociale, organizzativo e di comunità: ''L'esperienza dimostra che un progetto ben strutturato, con una piattaforma digitale efficiente e una governance chiara, può trasformare il welfare contrattuale in uno strumento concreto e apprezzato, capace di coniugare esigenze aziendali e benessere dei dirigenti. Questo premio, che accogliamo con entusiasmo, ci incoraggia a fare meglio in questo percorso di sviluppo continuo'', ha concluso Loberti. 

Nicola Spagnuolo, direttore generale di Cfmt - Centro di formazione del management del terziario, ha osservato che "il Centro di formazione management del terziario (Cfmt) è attuatore di un'innovazione contrattuale nata dal contratto del commercio: Confcommercio e Manageritalia hanno ormai da quattro anni inserito nel rinnovo contrattuale una nuova istanza una piattaforma di welfare per i dirigenti del terziario e mi sembra che ci siano tutti i presupposti affinché il welfare possa diventare uno strumento a supporto dei dirigenti, nel nostro caso, ma in generale delle aziende e della produttività aziendale stessa''. ''I dirigenti avranno più da dedicare a questioni familiari o di conciliazione vita professionale e vita privata. Il welfare va in questa direzione e il nostro welfare va nella direzione di rafforzare già le istanze contrattuali e gli statuti che il contratto collettivo prevede''.

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca