Bonus Facciate: cos'è e cosa prevede

Bonus Facciate: cos'è e cosa prevede

La detrazione per il recupero o il restauro delle facciate esterne degli edifici è scaduta il 31 dicembre 2022, con un'aliquota ridotta al 60%, e non è stata prorogata per il 2023.  

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3 febbraio 2023

Il bonus facciate è l'agevolazione fiscale che consiste in una detrazione del 90% per i lavori del 2020 e 2021, del 60% per il 2022 su spese effettuate per il rifacimento della facciata esterna. La scadenza del bonus facciate era fissata al 31 dicembre 2022. Ne hanno potuto usufruire tutti i contribuenti, residenti e non in Italia, soggetti a Irpef e passivi di Ires, che possiedono a qualsiasi titolo l'immobile in questione.

Non si parla solamente di opere di ristrutturazione edile, ma anche di restauro. Erano agevolabili, infatti, anche interventi di pulitura o tinteggiatura della facciata esterna, lavori ornamentali e fregi su balconi, senza un tetto massimo di spesa. Il bonus non comprendeva, invece, gli interventi effettuati sulle facciate interne dell'edificio.

Indice

Che cos'è

Il bonus facciate è l'agevolazione in campo edilizio che prevede una detrazione ai fini sia Irpef che Ires e, pertanto, utilizzabile dalle persone fisiche, dagli enti pubblici e privati commerciali e non, dalle società semplici, dalle associazioni tra professionisti, dalle società di persone e dalle società di capitali.

L'agevolazione è valida sulle spese sostenute per il recupero delle facciate esterne degli edifici situati nei centri storici e nelle aree già edificate delle città nelle zone A (centri storici), B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte) dei piani regolatori (come da decreto ministeriale n. 1444/1968) e zone ad esse assimilabili. La detrazione, pari al 60% delle spese per l'annualità 2022, deve essere ripartita in dieci quote annuali e non prevede un limite di spesa.

Per ulteriori approfondimenti leggi la guida Bonus facciate dell'Agenzia delle entrate - link PDF

Gli interventi ammessi

Il bonus è fruibile per lavori riguardanti l’involucro esterno visibile dell’edificio, come le parti opache, i balconi e gli ornamenti, anche per operazioni di sola pulizia e tinteggiatura, esclusi elementi come impianti e infissi.

Esclusi dal bonus sono, invece, quei lavori eseguiti su parti non visibili dal suolo ad uso pubblico (ad esempio non visibili dalla strada), come le facciate interne dell'edificio.

Qualora gli interventi riguardino opere influenti dal punto di vista termico, o interessino più del 10% dell’intonaco della superficie complessiva, è necessario rispettare alcuni particolari obblighi in materia di prestazione energetica. In particolare, l’edificio dovrà soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica, indicati dal DM 26 giugno 2015, e i valori di trasmittanza termica, previsti dalla tabella 2 del DM 26 gennaio 2010.

Come accedere alla detrazione

Per usufruire del bonus facciate non sono previsti particolari adempimenti, oltre a quelli già previsti per interventi sugli immobili. L'inizio dei lavori di un intervento, infatti, non necessita di domande formali da sottoporre all'amministrazione finanziaria, né di una comunicazione che dichiari l'inizio dei lavori da inviare all'Asl, a meno che le norme in materia di tutela della salute e di sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri non lo prevedano.

Per eseguire gli interventi di efficienza energetica, invece, bisogna ottenere:

  • l’attestato di prestazione energetica (APE);
  • l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Infine, bisogna inviare all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. La scheda deve essere inviata esclusivamente in via telematica, tramite il sito dedicato alle detrazioni fiscali ENEA e bisogna indicare:

  • i dati identificativi dell’edificio e di chi ha sostenuto le spese;
  • la tipologia di intervento effettuato;
  • il risparmio annuo di energia che ne è conseguito;
  • il costo dell’intervento, comprensivo delle spese professionali;
  • l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.

Tracciabilità dei pagamenti

Come abbiamo visto per gli altri incentivi del bonus casa, anche per il bonus facciate è necessario che i pagamenti siano effettuati con "bonifico parlante", che sia bancario o postale (anche online), dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Cessione del credito

La cessione del credito è valida anche per il bonus facciate. Il contribuente può, dunque, optare per un contributo della stessa somma sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto. Anche in questo caso il fornitore che esegue i lavori anticipa il compenso per gli interventi, che recupera successivamente come credito d'importa (con possibilità di cederlo a sua volta ad altri soggetti, che siano intermediari finanziari o istituti di credito).

Stesso discorso per le rate residue non fruite delle detrazioni sulle spese sostenute, che possono essere soggette a cessione del credito.

La Legge di Bilancio 2022, però, ha introdotto un'importante novità: nel caso in cui il contribuente opti per la cessione del credito o lo sconto in fattura, per lavori che superano i 10mila euro, avrà l'obbligo di presentare oltre al visto di conformità anche l'asseverazione tecnica delle spese. La manovra ha inoltre previsto la proroga del bonus fino al 31 dicembre 2022. 

La scelta di effettuare la cessione del credito deve essere svolta online, anche avvalendosi degli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni. Le modalità sono state definite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dell'8 agosto 2020, modificato dal successivo provvedimento del 12 ottobre 2020.

Nella circolare n.33/E dell'Agenzia delle entrate troviamo alcuni chiarimenti sulle novità introdotte dal dl Aiuti e dal dl Aiuti bis in merito alla cessione del credito e sullo sconto in fattura dei bonus edilizi. Inoltre il 6 ottobre 2022 l'Agenzia ha esteso le modalità di attuazione delle disposizioni relative alla cessione e alla tracciabilità dei crediti d’imposta riconosciuti in relazione agli oneri sostenuti per l’acquisto di prodotti energetici. Per saperne di più consulta il Provvedimento - link pdf.

News e aggiornamenti

La Legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) ha prolungato di un anno le scadenze dell'agevolazione. È infatti possibile usufruire dell'incentivo per il rifacimento delle facciate anche per l'anno in corso, fino al 31 dicembre 2022, ma la detrazione fiscale prevista dal bonus passa dal 90% al 60%.

La manovra dello scorso anno ha portato al rinnovo anche delle altre agevolazioni del bonus casa, come il bonus Ristrutturazioni, il bonus Mobili, l'Ecobonus e il Sismabonus potenziato al 110% (il cosiddetto Super Sismabonus). Per rimanere sempre aggiornato sulle scadenze di bonus e agevolazioni leggi la pagina dedicata con tutte le date.

L'Agenzia delle Entrate ha inoltre pubblicato una circolare sulle principali novità che hanno interessato la cessione o lo sconto in fattura dei bonus edilizi dopo la conversione in legge dei decreti Aiuti (Dl n. 50/2022) e Aiuti-bis (Dl n.115/2022).
Nella circolare n. 33/E - link pdf troviamo: 

  • chiarimenti sulla cessione dei crediti ai “correntisti” 
  • ulteriori precisazioni sugli “indici di diligenza” già elencati nella circolare n. 23/E dello scorso giugno;
  • alcune indicazioni a seguito delle modifiche apportate al Superbonus dal decreto Aiuti.
  • le istruzioni per la gestione di eventuali errori nella comunicazione delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito.

Al momento il bonus facciate non è stato previsto per l'anno 2023. La nuova Legge di Bilancio non contiene infatti la proroga della misura. Per le persone fisiche, il 31 dicembre 2022 è stato l'ultimo giorno per pagare l'intera spesa, indipendentemente dallo stato di completamento dei lavori, che potranno essere ultimati anche nell'anno in corso. 

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