Confcommercio su pensioni e mercato del lavoro: "un'impostazione di fondo che non convince"

Confcommercio su pensioni e mercato del lavoro: "un'impostazione di fondo che non convince"

52/2007
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52/07

Roma, 23.07.07

 

 

CONFCOMMERCIO SU PENSIONI E MERCATO DEL LAVORO:

“ UN’IMPOSTAZIONE DI FONDO CHE NON CONVINCE �

 

 

 

“Nel corso dell’incontro di oggi a Palazzo Chigi, abbiamo ribadito al Governo che non ci convince l’impostazione di fondo del  Protocollo  su previdenza, lavoro e competitivitàâ€�. Questo il commento di Luigi Taranto â€" Direttore Generale di Confcommercio â€" a margine dell’incontro di Palazzo Chigi tra Governo e forze sociali. 

 

“Non ci convince  â€" prosegue Taranto â€"  perché resta infatti confermato che l’operazione di superamento dello scalone è estremamente costosa e che la copertura di 10 miliardi di euro richiede aumenti della contribuzione previdenziale a carico dei parasubordinati per   4,4 miliardi di euro.  Se poi â€" nello scenario peggiore, ma tutt’altro che irrealistico â€" la razionalizzazione degli Enti previdenziali non dovesse consentire i risparmi ipotizzati, scatterebbe, nel 2011, una clausola di salvaguardia che comporterebbe l’aumento dello 0,09% della contribuzione per tutto il mondo del lavoro dipendente ed autonomoâ€�.

 

“Il dato certo è, quindi, che, per effetto del complesso delle misure previste nel Protocollo,  la spesa previdenziale  crescerà, nel prossimo decennio, di circa 29 miliardi di euro e che ciò richiede, già da oggi, aumenti della contribuzione previdenziale. In questo scenario, resta davvero  poco per sostenere le politiche attive per il lavoro e le scelte a favore  della crescita e della produttività, anche in presenza di misure apprezzabili per incentivare la produttività di secondo livello,  per  la detassazione del premio di risultato, per la decontribuzione dello straordinario o in materia di ammortizzatori sociali�.

 

“Per quel che poi riguarda il mercato del lavoro,  resta ferma la nostra convinzione che sarebbe stato preferibile affidare all’autonomia contrattuale delle parti il compito di meglio regolare importanti istituti di flessibilità, così come restiamo decisamente contrari all’abolizione del lavoro a chiamata e alla penalizzazione del part-time di breve durata�.

 

 

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