Consumi culturali, in Puglia vince la tradizione

Consumi culturali, in Puglia vince la tradizione

A Bari, nella sede della Confcommercio locale, la sesta tappa del percorso di sviluppo territoriale di Impresa Cultura Italia. Durante l'evento sono stati presentati i dati dell’Osservatorio sui consumi culturali pugliesi.

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28 ottobre 2025

Dopo Milano, Cremona, Ferrara, Parma e Valle d’Aosta, la sesta tappa del percorso di sviluppo territoriale di Impresa Cultura Italia Confcommercio approda anche a Bari. Si è infatti svolto il 28 ottobre scorso, nella sede di Confcommercio Bari - B.A.T, l’evento di lancio di Impresa Cultura Bari per il nuovo coordinamento territoriale dedicato al mondo delle imprese culturali e creative.

Durante l'evento sono stati presentati i dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia (qui il documento in pdf), realizzato in collaborazione con SWG. Le rilevazioni effettuate nel mese di luglio 2025 hanno delineato un trend di consumo culturale positivo. Nella regione, la distinzione tra "cultura" e "tradizione" tende a dissolversi: feste popolari, sagre, processioni religiose e riti comunitari non rappresentano semplici eventi folklorici, ma costituiscono il principale strumento attraverso cui le comunità vivono, producono e trasmettono cultura.

"In Puglia - ha dichiarato Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio commentando i dati dell’Osservatorio - la tradizione non è un retaggio del passato, ma una vera e propria infrastruttura del presente culturale: un motore capace di generare coesione sociale, attrattività turistica e nuova creatività. I dati sulla spesa media mensile confermano, tuttavia, la necessità di un sostegno mirato ai consumi culturali, per evitare che si ampli ulteriormente la forbice tra Nord e Sud, e di una strategia di destagionalizzazione intelligente che promuova la partecipazione durante tutto l’anno. La forte identità estiva costituisce una leva straordinaria, ma è proprio da questa che occorre partire per ripensare l’offerta culturale e le modalità di coinvolgimento del pubblico. L’impegno congiunto di Impresa Cultura Bari e Impresa Cultura Italia deve muoversi in questa direzione: fare della continuità culturale una risorsa strutturale per la crescita del territorio e del Paese".

“È un passo importante per dare voce a questo settore insieme alle associazioni che fanno parte del coordinamento, che rappresenta un motore di innovazione, identità e coesione sociale”, ha detto il presidente di Confcommercio Bari-Bat, Vito D’Ingeo"I dati dell’Osservatorio sui consumi culturali in Puglia confermano quanto la cultura sia profondamente intrecciata con la nostra tradizione: feste popolari, sagre e riti comunitari non sono solo eventi folklorici, ma veri strumenti di produzione culturale. La cultura in Puglia non è un lusso, ma un investimento quotidiano: quasi la metà dei cittadini la considera un’opportunità di crescita personale e collettiva, con una spesa media di oltre 90 euro al mese. Questi numeri ci spingono a sostenere sempre di più le filiere creative e a valorizzare la cultura come leva strategica per lo sviluppo economico e turistico della regione", ha concluso D’Ingeo.

Quanto spendono i Pugliesi in cultura?

Nel complesso la cultura riveste un ruolo particolarmente importante per gli abitanti della regione, tanto che quasi la metà di essi - il 46% - la considera un'opportunità per apprendere e ampliare i propri orizzonti. Negli ultimi 12 mesi, la spesa media mensile familiare destinata alla cultura è stata di 93,2 euro. A fronte delle attività culturali più diffuse nella regione, cioè la fruizione di film e programmi in TV e l’ascolto della musica e della radio, quelle per cui la maggior parte del campione dichiara di aver investito in cultura una cifra di denaro riguardano l’acquisto dei biglietti per il cinema o per concerti dal vivo, le visite a mostre e musei, l’acquisto di libri, sia in formato cartaceo sia in formato digitale, e la fruizione di contenuti televisivi su piattaforma.

Come viene percepita l’offerta culturale?

Tutte le declinazioni dell’offerta culturale in Puglia superano il grado di soddisfazione sufficiente: oltre la metà dei pugliesi, infatti, la valuta buona o ottima, il 64% ritiene che l’offerta culturale della propria città rappresenti l’identità locale e 7 cittadini su 10 interpretano la cultura come leva di sviluppo territoriale. A ciò si aggiunge che per il 72% degli intervistati l’offerta culturale contribuisca a rendere la città più viva e piacevole e che il 70% ritiene che la cultura rafforzi l’economia locale e funga da importante attrattore turistico. Se si considerano l’offerta culturale di Bari e le risposte raccolte nel capoluogo, accessibilità (68%), qualità percepita e coinvolgimento del pubblico (65%) e innovazione (49%) costituiscono gli aspetti più apprezzati, in misura anche superiore rispetto alla media regionale.

Weekend culturali: il 66% dei partecipanti soggiorna in strutture private a beneficio dell’intera filiera turistica

La formula del pacchetto «weekend culturale», ritenuta particolarmente attrattiva da 2 italiani su 3 nella rilevazione nazionale del 2024, riscuote un successo ancora superiore in Puglia. Questo è vero sia che si tratti di un weekend da regalare che per un dono ricevuto, opzione maggiormente apprezzata dal campione (7,1% rispetto al 6,7% nazionale). Soprattutto nella provincia di Bari dove la percentuale raggiunge il 7,4%.

I soggetti interessati dichiarano di essere disposti a destinare fino a 200 euro a persona per l’acquisto di un weekend culturale, stima molto promettente che arriva a 243 euro per quei consumatori che già praticano i weekend culturali. Un dato interessante è rappresentato dal 66% di rispondenti che, dedicandosi a un weekend culturale nella propria regione o al di fuori, hanno soggiornato almeno una notte in una struttura alberghiera privata, incentivando dunque anche altri comparti della filiera turistica.

A livello di offerta, tra gli elementi che rendono attraente l’idea di un weekend culturale, si riconfermano anche in Puglia le visite guidate ai luoghi identitari (92%), la possibilità di prendere parte a delle cene in cui consumare i prodotti locali (90%), l’accesso a festival e spettacoli e al Bonus mobilità pubblica e servizi di sharing (87%). A tal proposito, l’accesso illimitato ai servizi di trasporto pubblico viene guardato con maggiore favore in Puglia che nel resto d’Italia (82%).

Festival: circa il 50% dei Pugliesi partecipa

Sono le fiere e le rassegne musicali le tipologie di festival maggiormente apprezzate dagli intervistati pugliesi, rispettivamente con il 56% e 55%: di questi, il 61% di chi ha preso parte a una fiera negli ultimi 12 mesi appartiene alla fascia di età superiore ai 55 anni, mentre il 61% di chi ha seguito un festival musicale si colloca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni.

Tra gli eventi sono compresi anche festival letterari e scientifici, feste popolari e sagre, che nell’ultimo anno hanno riscontrato l’interesse del 48% dei Pugliesi, spingendo anche 1 cittadino su 3 al di fuori della propria città. È interessante notare come 2 visitatori su 5 approfittano del festival per visitare anche la città ospitante, un dato che dà un positivo slancio all’integrazione tra cultura e turismo esperienziale.

La Notte della Taranta di Melpignano e la manifestazione musicale dei Battiti Live sono stati i due eventi più partecipati dal campione ma, come anche in Emilia-Romagna, la lista di festival citati è molto ampia e diversificata a conferma del fatto che in Puglia si sceglie se partecipare o meno a un festival occasionalmente, dunque in base al programma e ai contenuti trattati.

Soltanto un esiguo 14%, infatti, si è definito un habitué dei festival e interessato a prendervi parte quado possibile come semplice occasione di svago. Sebbene la maggior parte dei partecipanti sia solita recarsi in giornata al festival di interesse (75%) e molto spesso in compagnia di amici (83%), c’è anche chi, a fronte di un maggior impegno economico, riesce a soggiornare per almeno una notte in una struttura alberghiera, rilanciando così l’intero impianto turistico del territorio con una spesa media totale pari a circa € 460.

In Puglia la tradizione non è il passato, ma la principale infrastruttura del presente culturale

La ricerca mostra che in Puglia la cultura viene vissuta come un’esperienza collettiva e di appartenenza identitaria più che individuale, tanto che 1 giovane su 4 di età compresa tra i 18 e i 34 anni associa la cultura al piacere di condividere momenti di qualità con gli altri, segno di una forte dimensione comunitaria. Emerge anche una distinzione quasi inesistente tra cultura e tradizione: feste popolari, sagre e riti religiosi rappresentano la forma più autentica e partecipata della produzione culturale e strumenti capaci di generare turismo esperienziale, sviluppo economico e coesione sociale.

Il problema della stagionalità

L’offerta culturale pugliese si concentra in estate: tra giugno e agosto, infatti, si registra il 63% delle iniziative totali. Che l’estate rappresenti il tempo simbolico e produttivo della cultura pugliese trova una duplice spiegazione: quella turistica, legata ai flussi turistici estivi in aumento anche per la presenza del mare, e quella tradizionale dovuta al fatto che in estate si tengono le feste patronali, le sagre e gli eventi religiosi in occasione del rientro dei Pugliesi che vivono all’estero o nel Nord Italia. Solo il 14% percepisce un’offerta "distribuita tutto l’anno".

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