Cucina delle Radici: tartufo e tradizione per promuovere l’Italia nel mondo

Cucina delle Radici: tartufo e tradizione per promuovere l’Italia nel mondo

Dal 6 all'8 novembre si è tenuta ad Alba la prima tappa del percorso pluriennale di formazione e promozione per rafforzare la ristorazione italiana nel mondo.

DateFormat

8 novembre 2025

Dal 6 all’8 novembre Alba ha ospitato la prima tappa del progetto “Cucina delle Radici”, nato dalla collaborazione tra Confcommercio nazionale e Fipe, con il patrocinio del Ministero del Turismo. Il percorso, a cadenza annuale e articolato in quattro tappe in diverse destinazioni, punta a rafforzare il legame tra la ristorazione italiana nel mondo, i territori e le filiere di qualità. Si inserisce nel solco dell’Anno delle Radici Italiane, conclusosi nel 2024.

Il tema scelto per questa edizione è stato il legame tra il tartufo e il territorio italiano. L’evento, dal titolo “Il Tartufo e… il vino delle Langhe”, prevedeva una serie di attività sul territorio: workshop, incontri istituzionali, visite aziendali e momenti di formazione.

Hanno sostenuto l'iniziativa anche il Coordinamento dei Ristoranti Italiani all’Estero, nato in seno a Fipe, l’Associazione Commercianti Albesi e le istituzioni locali, insieme ad altre eccellenze del territorio.

"Il turismo delle radici - ha spiegato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio - è un fenomeno in costante crescita e la cucina rappresenta uno dei motori più potenti di questo ritorno alle origini. Chi sceglie di visitare l’Italia lo fa anche per ritrovare i sapori della memoria, per riconoscersi in un gesto, in un profumo, in un racconto che parla di appartenenza. Con il progetto La Cucina delle Radici vogliamo offrire a questi viaggiatori un’Italia autentica, fatta di luoghi vivi, comunità accoglienti e tradizioni che sanno rinnovarsi nel dialogo con il futuro. È un’iniziativa che coniuga identità e sviluppo, cultura e impresa, valorizzando il ruolo della ristorazione, anche di quella italiana che opera all’estero, come ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Restituire ai ristoratori italiani all’estero il legame con le radici dei territori significa rafforzare il brand Italia, sostenere le filiere agroalimentari e 2 promuovere una narrazione coerente e positiva del Paese. La Cucina delle Radici è un progetto strategico che mette in rete competenze e passioni e riafferma la ristorazione come presidio del Sense of Italy, veicolo di identità e cultura e leva di attrattività internazionale".

"Il progetto - ha aggiunto Manfred Pinzger, vicepresidente di Confcommercio - è un’iniziativa a sostegno del ruolo del turismo delle radici nel rilancio delle economie territoriali e nella trasmissione intergenerazionale del sapere enogastronomico. Ad Alba approfondiremo insieme come la memoria dei luoghi e delle ricette può diventare una leva di sviluppo turistico e di identità condivisa. Grazie al prezioso supporto dell’Associazione Commercianti Albesi aggiungiamo un importante tassello all’evoluzione del Sense of Italy".

I “Ristoratori delle Radici”

Al progetto ha partecipato una delegazione di undici professionisti del Regno Unito, selezionati tra ristoratori e chef executive attivi a Londra, Edimburgo e in altre città: tra i partecipanti figurano, fra gli altri, Roberto Costa (Macellaio RC, Londra), Walter Gumina (Mama’s Way, Londra), Antonio “Tony” Crolla (Divino Enoteca, Edimburgo), Andrea Morello (Pochettino, Woking), Mirko Kosturin (Satyrio Restaurant & Wine Merchant, Londra), Simon Piovesan (2Veneti, Londra), Carlo Bizzarreo (Marchesi), Luca Dusi (Passione Vino, Londra), Maurilio Molteni (Tozi, Londra), Roberto Bergamotti (Bricco e Bacco, Londra) e Carmelo Carnevale (Lizzie’s Cucina, Londra).

In rappresentanza del Sistema Confederale, il vicepresidente di Confcommercio Imprese per l’Italia, Manfred Pinzger.

Il programma

Giovedì 6 novembre si è tenuto il workshop “La cucina del territorio” nella sede dell’Associazione Commercianti Albesi, con ospiti speciali Massimo Camia e Gemma, due chef-patron attivi in storici e iconici ristoranti del territorio, con più di una storia da raccontare riguardo ai veri sapori di queste colline. Gli altri interventi qualificati sono stati a cura di: Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa; Massimo Damonte, presidente del Consorzio Tutela del Roero; Gianluca Roggero, vice presidente Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani; Francesco Caffa del Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela della Nocciola Piemonte I.G.P.; Antonio Degiacomi presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo.

Venerdì 7 novembre i ristoratori sono stati impegnati nello stage “Ricette del territorio” con le “mani in pasta” per una ricetta celebre della tradizione piemontese, abbinata alla degustazione di un calice di vino. A seguire, due visite a celebri aziende del territorio: Tartuflanghe - che si occupa di selezionare, certificare, trasformare e spedire il tartufo – e Ceretto, con la sua rinomata produzione vitivinicola del Barolo.

Il terzo e ultimo giorno di permanenza in territorio albese, sabato 8 novembre, i ristoratori hanno assistito al workshop itinerante nella città di Alba “Le risorse turistiche del territorio”, con visite al centro storico, animato dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, e al Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. A concludere le giornate formative, il cooking show dello chef Pasquale Laera del ristorante Borgo Sant’Anna di Monforte d’Alba, che ha illustrato una ricetta selezionata per esaltare il Tartufo Bianco d’Alba.

"Il valore della “Cucina delle Radici” – ha spiegato Luciano Sbraga, vicedirettore generale di Fipe-Confcommercio - sta nella capacità di tenere insieme memoria e futuro: recuperare le tradizioni, i prodotti e le tecniche che hanno costruito l’identità gastronomica dei nostri territori, e al tempo stesso farne strumento di crescita, di formazione e di promozione del nostro Paese nel mondo. È fondamentale che i ristoratori e gli imprenditori italiani che operano all’estero si facciano ambasciatori della qualità e dell’autenticità di quello che chiamiamo Sense Of Italy, perché attraverso il loro lavoro raccontano ogni giorno l’Italia migliore, quella fatta di saper fare, di cultura e di valori condivisi".

"Questa edizione si presenta nell’anno della candidatura della cucina italiana a Patrimonio Unesco – hanno detto il presidente e il direttore dell'Associazione commercianti albesi, Giuliano Viglione e Fabrizio Pacee poter ospitare sul nostro territorio gli esponenti della ristorazione estera che hanno radici italiane e che sono ambasciatori del made in Italy nel mondo è motivo di orgoglio e soddisfazione, perché ci consente di rintracciare e rivitalizzare legami indissolubili tra professionisti della cucina con le nostre ricette e i nostri valori territoriali".

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca