Imprese e consumatori, dicembre vuol dire fiducia
Imprese e consumatori, dicembre vuol dire fiducia
Gli indicatori Istat salgono a quota a 96,5 per le imprese e a 96,6 per i consumatori. Aumento sia per il commercio al dettaglio (contenuto) che per i servizi di mercato. Per Confcommercio è “un dato che fa ben sperare”.
Dopo il risultato non univoco del mese precedente, a dicembre migliorano tanto l'indicatore di fiducia dei consumatori (da 95 a 96,6) quanto l'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese (da 96,1 a 96,5, al massimo da marzo 2024). Lo ha reso noto l'Istat (link ai dati completi in pdf) aggiungendo che tra i consumatori c’è un generale miglioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione personale e corrente: il clima personale aumenta da 94,5 a 96,4, il clima corrente cresce da 98,6 a 100,2, il clima futuro sale da 90,2 a 91,6 e quello economico passa da 96,5 a 97.
Quanto alle imprese, l'indice di fiducia aumenta nei servizi di mercato (da 97,8 a 100), rimane sostanzialmente stabile nel commercio al dettaglio (da 107,3 a 107,2) e diminuisce nell'industria (nella manifattura l'indice scende da 89,5 a 88,4 e nelle costruzioni cala da 102,6 a 101).
INDICI DEL CLIMA DI FIDUCIA DEI CONSUMATORI E DELLE IMPRESE ITALIANE (IESI)

Gennaio 2016–dicembre 2025, indice mensile grezzo per i consumatori, indice mensile destagionalizzato per le imprese e media mobile a 3 mesi (base 2021=100)
Per Confcommercio è “un dato che fa ben sperare”

“Il recupero della fiducia da parte delle famiglie nel mese di dicembre è innegabilmente un segnale positivo non solo perché sembra recepire i miglioramenti del quadro congiunturale emersi da settembre, ma soprattutto perché mostra come le famiglie comincino a guardare con più ottimismo alle prospettive personali e del Paese. Il dato, proprio perché frutto di un miglioramento diffuso delle diverse componenti, oltre a supportare le aspettative di un andamento favorevole dei consumi nel mese di dicembre potrebbe preludere a quella ripresa della domanda delle famiglie attesa da tempo e necessaria a garantire una crescita, nel 2026, prossima all’1%. Anche quanto accade sul versante delle aspettative delle imprese conferma un possibile recupero della domanda per consumi. La crescita della fiducia delle imprese è generata esclusivamente dalle attese degli operatori dei servizi, con uno spiccato miglioramento tra gli imprenditori del turismo e una tenuta del commercio a fronte di moderate difficoltà del manifatturiero. Nel complesso, gli ultimi dati congiunturali sembrano allinearsi finalmente lungo un profilo più favorevole, anche nella dimensione prospettica”: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio.




























