Buoni pasto, Fipe mette in guardia sui pos multi-emettitore

Buoni pasto, Fipe mette in guardia sui pos multi-emettitore

La Federazione ricorda che è vietato chiedere alle imprese il pagamento di costi superiori al 5% del valore del bono pasto.

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8 agosto 2025

Le commissioni applicate dalle società che emettono buoni pasto non possono superare il 5% del valore del buono, anche per il settore privato. È un limite che copre tutti i costi legati al processo di uso dei buoni pasto: dall'accettazione, all'erogazione, fino alla fatturazione. A ricordarlo è la Fipe, che segnala di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte di imprese che stanno ricevendo comunicazioni per la promozione di un pos che può accettare buoni pasto elettronici di più società emettitrici.

Per la funzione di pos multi-emettitore - spiega la Federazione - viene chiesto alle aziende il pagamento di un canone di configurazione una tantum, di una commissione fissa per transazione o in alternativa di una 'commissione minima' mensile nel caso in cui non venga raggiunto un determinato volume di transazioni. Il pagamento di questi oneri è previsto anche nel caso di accettazione dei buoni pasto provenienti da un'unica società emettitrice.

Fipe invita dunque le imprese a non firmare accordi in questo senso e a chiedere alle società emettitrici di fornire strumenti per accettare i buoni pasto senza ulteriori costi oltre il 5%. Questo perché ogni ulteriore costo per l'accettazione e la gestione dei buoni pasto è illegittimo perché in contrasto con il quadro normativo vigente.

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