Sangalli ricorda Cicolella: "Grande amico e personaggio emblematico di Confcommercio"
Sangalli ricorda Cicolella: "Grande amico e personaggio emblematico di Confcommercio"
Il presidente di Confcommercio ha ricordato la scomparsa di Alberto Cicolella, imprenditore e albergatore già presidente di Confcommercio Foggia.
Foggia perde una delle figure più rappresentative del mondo imprenditoriale: si è spento Alberto Cicolella, storico titolare dell’omonimo Hotel situato in viale XXIV Maggio, per anni punto d’incontro della vita cittadina e simbolo dell’ospitalità foggiana. Già Presidente di Confcommercio Foggia e della Camera di Commercio e anche della Federazione Albergatori della provincia e della Regione Puglia, Cicolella ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto economico e sociale del territorio. La sua guida ha rappresentato per anni un riferimento autorevole per le imprese della Capitanata, incarnando i valori dell’impegno, della visione strategica e della responsabilità collettiva.
Il ricordo del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli
"La Confcommercio di Foggia e Nazionale, con la scomparsa di Alberto Cicolella piange uno dei personaggi emblematici della sua storia. Io personalmente piango un grandissimo amico, un'anima affine con la quale nel tempo era nato un rapporto che non aveva bisogno neanche di parole. Il Presidente della Confcommercio Giuseppe Orlando ci chiamava con simpatia i "Dioscuri", perché agli esordi della nostra partecipazione alle riunioni nazionali della Confcommercio Alberto ed io ci eravamo casualmente seduti vicini. Fin da quel primo incontro fortuito era nata subito una simpatia reciproca e poi un'amicizia preziosa che è durata tutta la vita, estendendosi anche alle famiglie. In questi giorni mi sono tornate alla mente le nostre gite in bicicletta a Siponto, i giorni bellissimi passati tutti insieme alle Tremiti, la bellissima ospitalità che sempre, con la splendida moglie Marta, Alberto ci riservava non solo per professione ma con autentico affetto famigliare. Anche nei momenti dolorosi ci siamo trovati fianco a fianco rendendo il peso della tristezza, se non più leggero, quantomeno più sopportabile. Quando Orlando ci diceva: "I Dioscuri vogliono dire qualcosa?, Alberto, elegante e schivo, pur essendo un brillante uomo di mondo pieno di interessi, mi diceva "Carluccio parla tu anche per me". Io parlavo per lui, ma tanto già sapevo che eravamo d'accordo, sulla politica, sull'associazionismo e sulle cose della vita. Alberto era una persona di cui ci si poteva fidare sempre. Così, da quel primo incontro in poi, con Alberto abbiamo scelto di "sederci vicini", anche quando professionalmente ci vedevamo un po' meno. E, anche quando Alberto mi rimproverava amichevolmente perché ero sempre in giro per l'Italia, noi non smettevamo mai di essere seduti dalla stessa parte. Oggi sono molto triste, ma sono comunque certo che Alberto non abbia mai lasciato il posto a fianco al mio. Anzi, come avrebbe detto un altro caro amico di Alberto, Lucio Dalla: "in mezzo a questo mare cercherò di capire quale stella sei. Perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei" (La sera dei miracoli). Ciao Alberto, ciao amico mio, la tua sedia qui accanto a me non resta vuota, è colma dell'affetto e dell'amicizia con cui hai brillato nella vita. Sarai sempre al mio fianco".




























