Tasse comunali: arriva la rivoluzione federalista

Tasse comunali: arriva la rivoluzione federalista

Prima via libera del Consiglio dei Ministri alla bozza di decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale. In arrivo dal gennaio 2011 la cedolare secca sugli affitti: sarà su base volontaria e avrà un'aliquota del 20 per cento.

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4 agosto 2010
Arriva la rivoluzione federalista per le tasse comunali

Arriva la rivoluzione federalista per le tasse comunali. I proventi sugli affitti dal prossimo gennaio non saranno più tassati con l’Irpef: si potra' pagare - la scelta è un’opzione – un’aliquota fissa al 20%. Per l’aliquota dell’attesa imposta municipale bisognerà invece attendere il 30 novembre e l’apposito decreto del ministro dell’Economia: l’unica certezza è che i Comuni potranno aumentare o diminuire il prelievo dello 0,3%, cioé del 3 per mille. L’imposta, poi, si fa in due. Per la 'prima' Imu bisognerà attendere il 2014: sarà pagata sul possesso degli immobili (escludendo le prime case) e anche sulle compravendite: in questo caso l’incasso, che finirà nelle casse dei Comuni sarà del 3% per le prime case e del 7% su tutti gli altri cespiti. Ci sarà poi una seconda Imu, 'facoltativa', che riunirà le attuali imposte sull’occupazione di suolo pubblico e sulle affissioni. Sono queste le principali novità contenute nella bozza del decreto legislativo attuativo del federalismo fiscale riguardante il fisco municipale che ha ricevuto il primo via libera del Consiglio dei ministri. Il provvedimento ora passerà all’esame della Conferenza Stato-Regioni e del Parlamento per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’ok definitivo.

 

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