Unrae: "il mercato italiano conferma la sua estrema debolezza"

Unrae: "il mercato italiano conferma la sua estrema debolezza"

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16 settembre 2010
Nel quadro generale dell’industria automobilistica europea confermato dai dati Acea, “il mercato italiano conferma la sua estr

Nel quadro generale dell’industria automobilistica europea confermato dai dati Acea, “il mercato italiano conferma la sua estrema debolezza, con un andamento contrattuale che a fine anno porterà alla perdita di circa 650.000 contratti rispetto al 2009 e ad un minor gettito Iva per le casse dello Stato, che noi  valutiamo attorno ai 2 miliardi di euro". Lo afferma Gianni Filipponi, direttore Generale dell’Unrae, l’Associazione che rappresenta le Case  estere operanti in Italia.

“I grandi mercati europei dell’automobile - aggiunge - hanno  tutti registrato in luglio e agosto pesanti flessioni: ciò è dovuto, da una parte alla fine degli incentivi praticamente in tutti i  principali Paesi; dall’altra al fatto che la lentissima uscita dalla crisi economica non mette molte famiglie e aziende ancora in +condizione di affrontare un acquisto così importante quale l’automobile”.

L’Unrae pone poi l’accento sul trattamento fiscale riservato all’automobile nel nostro Paese, in generale punitivo e particolarmente penalizzante soprattutto nell’area dell’auto  aziendale, con misure non in linea con il resto dell’Europa. “Leggiamo che spesso l’Italia viene richiamata ad allinearsi con le misure legislative e fiscali varate a livello europeo - stigmatizza Filipponi - e troviamo molto discutibile che l’allineamento ai valori medi  europei del trattamento fiscale delle auto aziendali non debba seguire lo stesso principio informatore”.

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