Uiv: “il settore ha bisogno di accordi come il Mercosur”

Uiv: “il settore ha bisogno di accordi come il Mercosur”

L’Unione italiana vini commenta con favore l'adozione da parte del Collegio dei commissari Ue dell'accordo di partenariato Ue-Mercosur per il libero scambio tra i Paesi membri e Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay.

DateFormat

3 settembre 2025

"L'apertura al Mercosur è un segnale importante in favore del libero mercato proprio in un periodo in cui sembrava se ne fossero perse le tracce. Questi sono gli accordi commerciali che ci piacciono". Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv-Confcommercio), Lamberto Frescobaldi, ha commentato l'adozione da parte del Collegio dei commissari Ue – il 3 settembre scorso - dell'accordo di partenariato Ue-Mercosur per il libero scambio tra i Paesi membri e Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay. L'intesa coinvolge anche il Messico (già in regime tariffario dello 0%) con un “wine agreement” volto a semplificare regole non tariffarie e dare maggior protezione alle indicazioni geografiche.

In attesa dell'approvazione del Consiglio Ue e del Parlamento europeo, che Uiv auspica possa avvenire in tempi brevi, "per il mondo del vino - ha aggiunto Frescobaldi- il partenariato con una popolazione latina da 270 milioni di abitanti rappresenta certamente un'opportunità di business. Oggi, con i dazi statunitensi, la parola d'ordine è diversificare uno spettro commerciale ancora troppo concentrato su pochi mercati di sbocco, Usa in primis".

Secondo l'Osservatorio Uiv, il Brasile - primo buyer tra i quattro Paesi Sudamericani - ha chiuso il primo semestre con una crescita tendenziale in valore degli ordini di vino italiano del 5,5%, a 18,5 milioni di euro con i fermi/frizzanti a +8,5%. Le importazioni di vino europeo dal Brasile hanno raggiunto nel 2024 i 190 milioni di euro, in incremento del 41% negli ultimi cinque anni. In un mercato che anche per effetto dei dazi è dominato dal produttore cileno (186 milioni di euro) e dai vini argentini (90 milioni), il primo fornitore è il Portogallo (75 milioni di euro), seguito dalla Francia (50 milioni) e dall'Italia con 40 milioni di euro. Numeri, questi, destinati a crescere considerevolmente in virtù del possibile progressivo azzeramento di un dazio che oggi pesa per il 27%.

Banner grande colonna destra interna

Aggregatore Risorse

ScriptAnalytics

Cerca