Prampolini (Confcommercio) su rinnovo CCNL: rimane nostra disponibilità a chiudere

Prampolini (Confcommercio) su rinnovo CCNL: rimane nostra disponibilità a chiudere

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24 ottobre 2023
165/2023

Abbiamo appreso della posizione delle Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, che, unitariamente, hanno proclamato lo stato di agitazione e lo sciopero nazionale, (per di più nel mese di dicembre), sostenendo che le parti datoriali si rifiutano di rinnovare il CCNL Terziario Distribuzione e Servizi a condizioni dignitose. È una ricostruzione che respingiamo, sottolineando che il protrarsi dei tempi del confronto per il raggiungimento di un possibile accordo – accordo da noi fortemente auspicato fin dalle prime battute della trattativa – è, invece, dovuto alla posizione assunta al tavolo dalle Organizzazioni Sindacali che non si sono volute misurare con la necessità di un approccio responsabilmente innovativo”, così Donatella Prampolini vicepresidente Confcommercio con delega al lavoro e alla bilateralità.

Non si deve dimenticare – continua Prampolini – che il CCNL sottoscritto da Confcommercio è, infatti, il più applicato in Italia nel settore privato e che tale diffusione è il risultato dei suoi contenuti sia di carattere normativo che economico. Per mantenere, quindi, il livello di innovazione e di flessibilità che ha sempre caratterizzato il nostro contratto, abbiamo richiesto la revisione di alcune parti normative ormai desuete – dalla classificazione alle modalità di gestione dell’orario di lavoro in un’ ottica di produttività – nonché aggiornamenti in tema di stagionalità. Desideriamo, inoltre,  rammentare alle Organizzazioni Sindacali che dopo la scadenza del contratto – e nonostante gli impatti degli scenari geopolitici, energetici ed  inflazionistici, nonché delle conseguenze del periodo pandemico – Confcommercio, con spirito di responsabilità e prima  delle altri parti datoriali, ha sottoscritto, nello scorso mese di dicembre, un Protocollo Straordinario con l’unico intento di assicurare ai lavoratori dei riconoscimenti economici a copertura dei periodi di vacanza contrattuale, unitamente ad adeguati acconti sui futuri aumenti contrattuali, senza al contempo introdurre ulteriori elementi di discussione di carattere normativo”.

Successivamente, spiega le trattative sono proseguite senza soluzione di continuità ponendo come obiettivo comune il raggiungimento, nel più breve tempo possibile, del rinnovo del contratto attraverso un negoziato in composizione ristretta al fine di traguardare una sintesi veloce ma equilibrata. Peraltro, la Commissione Sindacale di Confcommercio si è dichiarata disponibile a sottoscrivere il rinnovo del contratto nazionale non disconoscendo l’IPCA come indice di riferimento, nell’ambito di una discussione che necessariamente interessasse tanto la parte economica, quanto la parte normativa del contratto. Le Organizzazioni Sindacali hanno, invece, mostrato totale chiusura rispetto alle proposte di tipo normativo poste sul tavolo di negoziazione”.

Questo – aggiunge la vicepresidente – non è accettabile. Chiediamo, dunque, alle Organizzazioni Sindacali di farsi carico di una comune responsabilità di innovare il contratto tenendo conto del fatto che le maggiori tutele, normative e contrattuali, rivolte ai lavoratori hanno ormai fatto venire meno le funzioni di taluni istituti contrattuali concepiti diversi decenni fa. Non si tratta di perseguire scambi o contropartite rispetto al cospicuo aumento che i dati sull’inflazione richiedono per la salvaguardia del potere di acquisto dei lavoratori. Ma occorre essere consapevoli dei cambiamenti del mercato del lavoro e del fatto che taluni istituti normativi, se non vengono utilizzati, diventano un onere economico a carico delle sole imprese.”

Auspichiamo – conclude Prampolini – che le Organizzazioni Sindacali rivedano tempestivamente la loro posizione e che l’obiettivo di addivenire quanto prima al raggiungimento dell’accordo di rinnovo per tutto il settore del Terziario di mercato venga perseguito tenendo conto delle reali esigenze di imprese e lavoratori e del concreto impatto che la normativa può avere sugli stessi in termini di innovazione e di produttività. Noi la nostra parte siamo pronti a farla, come sempre.”

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