Confcommercio su decreto energia: bene la continuità delle misure di contrasto del caro-energia, ma agire anche per la sterilizzazione degli oneri generali di sistema nel settore elettrico

Confcommercio su decreto energia: bene la continuità delle misure di contrasto del caro-energia, ma agire anche per la sterilizzazione degli oneri generali di sistema nel settore elettrico

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29 marzo 2023
44/2023

È bene che - con le disposizioni recate dal decreto varato ieri dal Consiglio dei Ministri - si sia assicurata continuità, sino alla fine di giugno, ai crediti d’imposta volti a temperare gli effetti del caro-energia a carico delle imprese. Ma sarà pesante, invece, l’impatto della mancata sterilizzazione degli oneri generali di sistema per il settore elettrico, oneri che incidono sul costo complessivo delle forniture per oltre il 25 per cento. E’ una scelta che va rivista anche prevedendo, per il finanziamento strutturale di tale sterilizzazione, il ricorso ai proventi derivanti dalle aste CO2: così Confcommercio commenta le principali misure del pacchetto energia adottato ieri dal Governo.

Va, inoltre, evidenziato – prosegue la nota – che, nonostante i segnali di contrazione dei costi delle forniture di energia registrati nel primo trimestre di quest’anno, la spesa energetica delle imprese del terziario di mercato si attesterà, nel 2023, intorno ai 38 miliardi di euro: in calo rispetto ai 41 miliardi del 2022, ma quasi il triplo rispetto ai 13 miliardi del 2021. Quanto al gas, vanno nella giusta direzione tanto il mantenimento dell’aliquota IVA ridotta al 5 per cento sui consumi di gas e sui servizi di teleriscaldamento, quanto l’azzeramento degli oneri generali di sistema per il settore del gas naturale ed il mantenimento, sino alla fine di aprile, delle aliquote negative dei medesimi oneri relativamente agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno.

Sugli extra-profitti, rimane l’esigenza - conclude Confcommercio - di una riforma organica della disciplina a cominciare dalla necessità dell’esclusione dal prelievo delle aziende del commercio e della distribuzione di prodotti petroliferi in quanto non ‘price-maker’.

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