TARIFFE ELETTRICHE: LA BOLLETTA PIU' "SALATA" D'EUROPA ALLE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE ITALIANA

TARIFFE ELETTRICHE: LA BOLLETTA PIU' "SALATA" D'EUROPA ALLE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE ITALIANA

Risparmi solo con una reale liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica
02/00

39/2002      Roma, 24.06.02       

 

Risparmi solo con una reale liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica

 

TARIFFE ELETTRICHE: LA BOLLETTA PIU' "SALATA" D'EUROPA ALLE IMPRESE DELLA DISTRIBUZIONE ITALIANA

 

 

Un aumento delle tariffe dell'8,2% nell'ultimo anno e una bolletta media mensile di oltre 778 euro - oltre il 27% in più rispetto alla bolletta media di un'utenza commerciale in Europa - è il costo che un'impresa della distribuzione italiana si trova a pagare a causa della rigidità del mercato nazionale dell'energia elettrica; un risparmio per le imprese si avrebbe variando il mix di approvvigionamento energetico e attuando una reale e completa liberalizzazione del settore: sono questi i risultati che emergono da un'analisi realizzata da Confcommercio su un campione di circa 500.000 imprese italiane del commercio, del turismo e dei servizi che evidenzia come il ritardo accumulato dal nostro paese in materia di liberalizzazione nel settore elettrico incida negativamente sul livello, ancora troppo elevato, dei prezzi e delle tariffe e generi effetti distorsivi nella concorrenza tra imprese e nei rapporti tra Stati.

 

In Italia il processo di liberalizzazione è stato avviato ormai da tre anni, ma per tracciare un bilancio complessivo dei risultati sino ad oggi conseguiti è sufficiente porre a confronto, a parità di consumi energetici, la bolletta media che si trova a dover pagare nel nostro paese un esercizio commerciale con quella che viene pagata da un analogo concorrente situato in uno dei paesi dell'Unione europea.

 

Stimando - in base all'analisi di Confcommercio - un consumo medio mensile di 4333 kWh e considerando, tra le voci della bolletta, il prezzo dell'energia, il corrispettivo per il trasporto, le componenti aggiuntive, le imposte e l'Iva, il "conto" energetico che deve pagare un'impresa commerciale italiana è superiore di oltre il 27% rispetto alla bolletta mensile di un'utenza commerciale in europa (media ponderata de 15 paesi dell'Ue):

 

Bolletta mensile per un consumo di 4333 kWh (valori espressi in €)

 

 

prezzo energia

trasporto

componenti aggiuntive

imposte

Iva

Tot

 

 

 

 

 

 

 

Italia

497,06

38,53

59,37

53,73

129,73

778,42

Media UE

346,32

173,33

0

0

90,94

610,58

 

Fonte: elaborazioni Confcommercio


Questo significa che nel nostro Paese ciascuna impresa commerciale, indipendentemente dalla sua dimensione, ogni mese, paga l’energia elettrica 151 euro in più rispetto alla media degli altri Paesi Ue e 17 euro in più per il trasporto e le altre componenti tariffarie. In totale, il conto della bolletta mensile nazionale è più salato di quella europea di oltre 167 euro.

 

Inoltre, proprio nell'ultimo anno, ossia nel periodo in cui si è avuta una forte accelerazione del processo di apertura del mercato dell’energia, i prezzi sono diminuiti sostanzialmente in quasi tutti i paesi dell’Unione, con l’eccezione del Regno Unito e, soprattutto, dell’Italia dove le tariffe sono invece aumentate dell'8,2% (oltre il 10% nel periodo 1996-2001) e dove i pochi vantaggi si sono determinati quasi esclusivamente a favore dei grandi clienti industriali.

 

Evoluzione dei prezzi dell’energia elettrica in Italia (valori in centesimi di € per kWh)

 

GEN '96

GEN '98

GEN '00

GEN '01

Imposte ed oneri di sistema

2,43

2,43

2,69

2,12

Combustibili

2,38

2,94

3,15

5,37

Tariffa Base

6,35

6,15

5,52

4,8

TOTALE

11,16

11,52

11,36

12,29

Variazione %

 

+3,7%

+1,7%

+8,2%

Fonte: elaborazioni Confcommercio

 

Confrontando i dati sull’evoluzione dei prezzi negli ultimi cinque anni, emerge come la causa del progressivo aumento del costo dell’energia elettrica sia da imputarsi principalmente alle attuali fonti di approvvigionamento, ancora oggi fortemente sbilanciate verso la combinazione petrolio-gas che, in Italia, copre circa il 70% delle fonti di produzione di energia elettrica.

 

Si consideri invece che in Germania il 52% dei combustibili usati nella produzione di energia è costituito dal carbone, in Francia è l’8% (compensato, tuttavia, da una percentuale di oltre il 75% di nucleare), nel Regno Unito è il 29%, in Spagna è il 37%.

 

Percentuale di utilizzo delle fonti energetiche

 

 

Germania

Francia

Regno Unito

Spagna

Italia

MEDIA

Petrolio

1

2

2

12

35

10,4

Carbone

52

8

29

37

11

27,4

Gas Naturale

10

1

39

9

34

18,6

Nucleare

31

76

26

28

0

32,2

Rinnovabili

6

15

4

14

20

11,8

            

                            Fonte: elaborazioni Confcommercio

 

In particolare, il petrolio è la materia prima più influenzata da fattori speculativi, politici, strategici e, soprattutto, non è disponibile in Europa, se non in Norvegia e nel Regno Unito, peraltro a prezzi più che doppi rispetto al carbone.

 

Andamento prezzi fonti primarie di energia in Italia (valori in $)

 

 

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

petrolio

30

20

17

10

15

17

15

12

22

29

carbone

10

10

9

8

7

8

9

8

7

6

Fonte:elaborazioni Confcommercio

 

 

Nell’ipotesi in cui anche l’Italia si attestasse su un mix di approvvigionamento energetico analogo a quello della media dei Paesi europei – che prevede l’utilizzo del carbone per il 27,4% sul totale - il costo di produzione dell’energia si ridurrebbe di oltre il 18%, passando dalle attuali 3,98 €cent/kWh a 3,23 €cent/kWh, con significativi risparmi sul costo della bolletta elettrica per l’intero sistema produttivo.

 

Ne discende come ancora oggi il nostro Paese risulti al primo posto in Europa per quanto riguarda il costo dell'energia elettrica con 222,12 Lire in media per kWh:

 

Prezzi dell’energia elettrica al netto delle imposte nei Paesi Europei - 2001

(prezzi in Lire per kWh)

 

                 Consumi

Paesi

7.500 kWh

30.000 kWh

50.000 kWh

160 MWh

1,25 GWh

2

GWh

valori

medi

Italia

302

261,4

175,3

209,8

197,7

186,5

222,12

Germania

219,8

264,2

258,2

209,7

157,8

130,2

206,65

Belgio

216

243,8

242,9

209,3

169,4

145,4

204,47

Irlanda

147,8

247,3

244,4

210,7

156,1

128,1

189,07

Lussemburgo

197,3

233,3

230,4

177,6

145,9

122,4

184,48

Portogallo

206,2

207,8

203,7

167

142,5

126

175,53

Media europea

169,77

183,37

176,19

158,26

128,53

112,44

154,76

Regno Unito

166,5

152,5

152,5

171,7

137,9

114,7

149,30

Spagna

152,6

189,1

189,1

133,5

117,7

106,5

148,08

Francia

171,5

165,4

165,4

152

125,8

107,8

147,98

Grecia

123,2

163,7

163,1

150,5

119,9

111

138,57

Austria

184,3

216,7

216,7

192,8

n.d.

n.d.

135,08

Danimarca

132,4

125,4

124,9

118,4

96,6

96,3

115,67

Finlandia

103,4

102,2

103,6

96

82,1

72

93,22

Olanda

111

100,2

94,7

102,7

78,3

66,5

92,23

Svezia

112,5

77,6

78

72,2

71,7

60,7

78,78

Scostamento Italia/Ue

77,89

42,55

-0,51

32,57

53,82

65,87

43,52

Fonte: elaborazioni Confcommercio

 

 

Al fine di consentire alle nostre imprese di poter competere, a parità di condizioni, nei mercati internazionali è quindi necessario promuovere con forza il completamento del processo di liberalizzazione del settore.

 

L'auspicio è che ciascuno stato, nell'ambito della propria autonomia legislativa, anticipi la data del 2004 prevista dal vertice di Barcellona e dia avvio ad un progressivo processo di riduzione delle soglie di idoneità per favorire l'accesso, anche alle imprese di piccole e medie dimensioni - quali sono quelle della distribuzione commerciale - al mercato libero dell'energia.

 

I vantaggi che deriverebbero alle imprese da questa possibilità sono rilevanti: i risparmi medi per ogni singolo utente di dimensioni minime (0,05 GWh), che passa dal mercato vincolato a quello libero - secondo lo studio di Confcommercio - sono nell'ordine dell'11% netto e la differenza, nell'arco di un anno, per un utente in bassa tensione è di circa 85 euro su una spesa totale di circa 778 euro.

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